Friday, November 08, 2002

Cara T.,
che tu possa volare a Londra
tra mille petali arcobaleno!
Che il Tamigi sia di latte e
che la City ti accolga come un borgo.

mille rotaie si affollano in testa....una mi portera' a Firenze

vado al FSE perche' ho bisogno di
uscire dall'autoreferenzialita' ,
ho voglia di sentire un cuore che batte.

il mondo che vorremmo non e' altro che
la bella citta' di UTOPIA....
ma non e' meraviglioso avere il coraggio di gridarlo?!
non e' meschino e gretto, al contrario, avere paura di indicare come si vorrebbe vivere?!

vi raccontero' cosa avro' visto affireenzee.

Monday, November 04, 2002

Del come si procede
ovvero perche' il tipico
uomo di qualita'
in genere non crea,
perche' vorrebbe tutto pronto prima,
gia' risolto e predisposto.


C'e' una cosa che mi fa impazzire:
siamo tutti correlati, o MITAKUYE OYASIN
se vogliamo dirlo in lingua lakota.
Se io quel giorno non avessi detto tra me e me
"ho dello zucchero tra le dita, il caffe' e quel cornetto
mi costringono a rientrare nel baretto a prendere un
salviettino" non avrei rincontrato quell'amico,
il quale pero' doveva scappare di corsa.
Ora: l'incacchiatura per questo comportamento mi portarono
ad ingrugnarmi a tal punto che le tensioni accumulate via via nella giornata
mi costrinsero a rimandare impegni serali gia' presi,
ed ecco che nella serata improvvisamente libera spunto'
la voglia di un libro che mi apprestavo a leggere; ma, driiiiinn (telefono), ed ecco
spuntare una tipa con una proposta che mi convince ad un viaggio, ad una partenza.
Partire porta spesso con se' l'"ideazione". E l'idea che mi sale al cervello e' buona.
Contatto altre persone. Tra queste c'e' ......

Non so se ho reso l'idea di correlazione. E' ad esempio bellissimo
chiedersi tra se' e se' come si costruisca un buon sito web
(non come questo) e trovare che tina spacey (questo si' che e' speciale!)
in quel mentre scriveva una ricettina all'uopo....partendo dalle proprie esperienze e maestrie e da una
lezione di User Testing condotta da Jacob Nielsen e Hoa Loranger, l'anno scorso a Londra.

Non e' che uno si mette li' e riesce a fare cose creative chiuso in una monade
senza relazioni e con un mecenate che lo schiavizza nel castello per 40 mesi.
"Il cammino si fa camminando" (XI corso Unicef alla cooperazione)
e' una frase felice che occorre tenere a mente.
Riporto anche il pensiero di un mattacchione:
"Arte e' capacita' di fare" -dice Silvano Agosti- "ma fare vuol dire provare emozioni
e provare emozioni non e' produttivo e quindi l'arte e' ostacolata dal potere
che fomenta l'infelicita',
la quale e' il combustibile della superproduttivita'".




Let's drink something
on Thursday (Jeudi)
(by 6 p.m.)
if you could
(!)
Lampi nella nebbia

Il treno si inclina in curva e scricchiolii mi percuotono
ovunque: mi sveglio e la carrozza mi sta stretta.
Il treno rallenta.
Stride la rotaia.
Si ferma il mio treno. Scendo alla prima stazione.
Vivo l'incontro con una persona che giunge da lontano.
Le propongo ascolti musicali, passi piu' o meno felpati sulla
pioggia battente, e
un film interessante "bowling a columbine" (michaelmoore
per saperne di piu' sul sentimento di paura dell'America,
indotto dai media,
sul quale si installa il mercato delle armi
e grazie al quale la violenza serpeggia anche tra vicini di casa).

Beviamo "Donna fugata" (Lighea) e noto che mostrare, come fa la mia amica,
un pezzettino di seta colorato
riesce a sconcertare la formale di turno...
Troviamo nel caos di un barettino l'incontro che non puo' mai mancare in ogni viaggio: un baffuto norvegese dagli occhi normanni ci mostra con sapiente ritrosia i suoi schizzi (non gli acquarelli pero'!): sono volti, sono espressioni di un momento,
sono la vasta umanita' che lui schizza in un istante, come un album fotografico tiene tutto in un diario.

Poi "Charlatans", sonni ristoratori, un quartiere popolare pieno di colori e cuore.
Un noioso tavolo al ristorante cinese provoca desiderio di una bottiglia di bianco altoatesino.

Il giorno delle emozioni del cuore e' arrivato: possiamo abbracciarci per un gol dopo aver fatto altri incontri e aver sentito il "rumore del silenzio" di 65.000 persone.

Rientro in stazione. Il treno e' li'. Lo prendo. Ci sono sopra ora.
"In viaggio interrailman" mi dice sussurrandomi il capotreno.


Tuesday, October 29, 2002

Fruire? No! Collaborare
E' con questa spina nel cervello
che guardo fuori dal finestrino,
in un treno che corricchia alquanto.

Il cervello e le abitudini consolidate:

arte e spettacolo da pagina della cultura del Corsera,
il convegno su, l'ultimo libro di,
tizia espone nella galleria,
nella protomoteca oggi,
ar forte stasera ce sta,
telefonata-invito dell'amico piu' colorato ed attivo
si va stasera?

La spina che punge ormai:

la societa' che gira intorno a me si chiama
societa' dello spettacolo.
cerco di educarmi a non fruire in modo ingordo
arte e divertimento
perche' non amo divorare tutto ed essere a mia volta divorato, sputato, vomitato, cagato
dalla societa' suddetta.

Semmai collaboro (mi pagate cari!)

Gratis agisco solo per cio' che ritengo costruttivo per me stesso.

(era sfogo rabbioso stamani)

Monday, October 28, 2002

SIAMO GIA' CIO' CHE SIAMO


Il treno procede piuttosto lentamente ma procede.
Abbiamo avuto le prime fermate.
Sono sceso a sgranchirmi le gambe
in una stazione piena zeppa di quadri espressionisti:

il colore era la prima sensazione forte.

il colore di Matisse veniva ereditato
assieme alle pennellate vangoghiane
e alle esotiche ragazze di Gauguin,
qui riprodotte con viso quasi legnoso.

Da questi presupposti si parti'
e si ebbero visioni dell'animo certo angosciose ma non solo.

"Vento caldo" resta un'opera meravigliosa:
un tableau totalmente rosso marrone con leggerissime vele all'orizzonte.
Lo dipinse un danese che viaggio' fino in Nuova Guinea.....

viaggiare davvero...significa non avere paura di non trovare da dormire o da mangiare....

ma significa anche sapere che accadra' almeno una cosa tale da far risplendere per sempre quella scelta: la scelta di essere partiti innanzitutto. il fatto, l'incontro, il sentimento di forte dolore-gioia che hai quando sei tu, proprio tu, li' e sai che c'e' un perche', beh questa ..."vita a tutto tondo" che ti dai ad un certo punto del viaggio sbaraglia tutte quelle inutili azioni che portarono all'opposto: tutte quelle volte che ti dici "cosa ci faccio qui, ora, con queste persone?".

Quelle serate passate a sentire amenita', e discorsi vuoti e paurosi, sono non vita. Le peggiori serate della mia vita sono state quelle nelle quali non ho scelto e mi sono ritrovato aggredito da lampadari sfarzosi, da biondone tinte, da discorsi su successo e potere, da domande che tendono a sminuire ogni elemento non materiale, non pratico, non legato a dati oggettivi, dove scompaiono la lettura, la pittura, la musica. In queste serate non c'e' posto per valori diversi da quelli televisivi....

"Tu chi sei? Si', in pratica cosa fai?" (con sguardo vitreo, un luccichio di superiorita' negli occhi, un tic ovunque..)

"Io sono io! Io non sono cio' che faccio per vivere!"

"Si', ma...non pensi di dover dimostrare ancora tutto? Non credi di stare un po' indietro?" (sbalordito, voce roca..)

"Ma rispetto a chi? A quali canoni? Sono gia' cio' che sono! Se muoio domani penso di avere gia' detto qualcosa!"

Friday, October 25, 2002

........In Viaggio.......

colori sfrecciano a destra e sinistra
(!)
sono in viaggio
(!!)
il treno si e' mosso e sento meno freddo, guardo fuori dal finestrino e penso che e' proprio strana la vita. il treno si era arenato per difficolta' tecniche o perche' io non avevo voglia di viaggiare? boh!?
ora mi muovo, ma non ancora precisamente verso un dove e un perche'.
ho memoria di qualcosa: il desiderio di ...raggiungere il nucleo piu' nascosto di me stesso...era questa la base di partenza. comincio forse a ricordare perche' avevo preso il treno.
se penso al viaggio nelle 6 isole greche del 2001 vedo colori arancio (come questo blog), verde come il bellissimo mondo di tina, blu marecielo e .... mi sento libero, solo ma ME ...esattamente ME.

l'unico viaggio che approvo e' quello che ti sbatte in faccia la REALTA' PERSONALE:

a Nyssiros (isoletta incantevole vicina a Rodi) ero solo, ero io

e s i s t e v o.

Cometa e non sirena

e lascio dietro me scie di ghiaccio,
persevero nella folle corsa verso il dopo e il la',
come restare compatta se ogni mia propaggine tende a fuggire
e se mi sento morire e rinascere davanti ai mondi che sfioro?

come vorrei squame marine
che' una sirena un tesoro cela
soltanto gelo e disgregazione mi ritrovo
cometa delle comete in viaggio verso dove

Asfalti

di tutti gli asfalti per me uno sembra un rito,
e' quello che lucido e pulito
a null'altro serve se non a specchiare
delle auto il "sotto" e io li' a mirare,

entusiasmante o struggente?
tubi, grigio rigore, e poi metallo e metallo
li bramo, non posso farci niente
quando nella tua citta' piove provaci anche tu, fallo!

puoi, se ti solletica l'idea, dell'auto che ti precede guardare
la sublime arte della parte sottostante
un brivido avresti perche' la "macchina" si fa amare
niente estetica ne' colori ne' sfizi: e' la "macchina" , un'amante.

onitnelav nas

e desidero non sostenere lo sguardo
di cavalli di capelli e stelle di occhi,
e scelgo che tu esca dal mio locale:
di coincidenze cosi' non so che farmene.

amaro sabato, amaro sabba delle streghe
che in giro per san lorenzo
deformano le paci dei reduci
gli uccidono i sorrisi

bah!

Macchè ti completi!?

prendi parte al gioco collettivo dell'accumula-accumula,
possiedi e pensi di possedere,
"poi ... un giorno ... quando tutto (maccosa?) sara' apposto,
beh, quel giorno faro'.."

maccosa farai? checcifarai con la completa completezza?
sempre incompleta per via dell' Errore:
stai spostando nel futuro la tua esistenza
ed intanto sprechi e dilapidi occhi che teneramente dilaniati ti cercano

accenni un suono con gli strumenti di un lontano paese
che trovi ad una radicalchicchissima festa
(Eppoi, checcazzo festeggiate?
none'l'iniziodellaprimavera,none'unalibagione,none'lafestadelraccolto!)

accenni ad un ballo tra trentenni pigri con magliette nere (c'e' scritto cccp sopra)
accenni a conversazioni sul duro lavoro londinese (il senso di colpa arriva..)
accenni al libero bere vino per non pensare
ma accenni e basta!

vivi!
apriti!
cogli il senso della tua via!
perdila appena non ti convince piu' e scegline un'altra!

ma vivi! odora! muori nelle braccia della Sirena!

non accennare!

e non completarti all'infinito che' la maddalena era piu' vicina a Dio dei farisei:
non sono gli errori a toglierti senso
e' l'Errore a rendere inutile ogni perfezione,
che miope oscenita' seguire la propria completezza!

Tuesday, October 22, 2002

sono andato a vedere cosa succede fuori, perche' il treno non si muove ancora benche' ci siano ferrovieri e ferrovieri che lavorano alacremente. ho visto un bigliettino per terra, sono sceso e l'ho raccolto. chi scrive (spaceyblog) racconta il legame entre plantes et ordinateurs. Il mio pensiero, mentre risalivo sulla carrozza, e' volato a M.R. che ogni giorno cura per un'ora abbondante le piante del suo terrazzo nel dipartimento del Var, prelevando i semini e inserendoli nelle tonde scatole (non puzzolenti) del Camembert, pronti per essere piantati l'anno successivo. Dice che le piante provenienti da semi trattati geneticamente non producono semi per l'annata successiva. Un bell'impiccio per i contadini, che dovranno ricorrere alle aziende produttrici.
E' atteggiamento ZEN ripetere un'azione bella, ogni volta e con amore e attenzione ad ogni mossa.
Dimenticando le angoscie.
Rispettando le tecniche.

Monday, October 21, 2002

un uomo....un uomo mi ha parlato.
(!)
oggi.
un uomo mi ha parlato e mi ha accompagnato al finestrino della mia carrozza.
un uomo mi ha detto "alzati e cammina". e non mi chiamo Lazzaro...
un uomo mi ha dato pillole di forza parlandomi di tecnica.
ho guardato fuori e la neve si scioglieva....

una donna mi ha parlato oggi.
una donna.
(!)
lontana. non so' dove.
ho sentito la sua voce provenire da fuori.
mi diceva di "aprirmi".
mi diceva di imparare tecniche.

tecnica...

sotto ogni creazione c'e' sempre lei.

ricordo un altra Persona...Umberto Galimberti e il suo "Psiche e Techne"...
siamo nell'era delle Tecnica ed in fondo la differenza tra Animale Uomo e Animale non Uomo e' che il primo si osserva e, non avendo mezzi fisici sufficienti per la Natura ostile che lo circonda, inventa tecniche.
ed il mezzo tecnico serve per raggiungere un fine.
il problema e' quando il fine, lo scopo, il Senso diventano solo un ...superamento di fini precedenti.
questo diceva U.G., tra le altre cose.
allora impariamola questa tecnica per sopportare psicologicamente l'Era della Tecnica, per decidere scopi e darsi Senso, per avere la capacita' critica che fa scegliere.
Per non subire la Tecnica senza Senso.
E perche' dietro l'opera di un qualsiasi artigiano, artista o creatore di qualsiasi cosa,
ci sono, fusi, Genio e Tecnica.
Lei non puo' mancare mai.

Nonostante le semplificazioni di chi pensa sia tutto spontaneo.

...forse....BOH!....
gli orrendi rumori metallici che sento mi dicono di problemi tecnici al mio treno. uomini sganciano e riagganciano carrozze senza un apparente motivo logico. me ne rimango accovacciato inebetito, incapace di alzarmi, distendermi e andare a vedere. i rumori proseguono. la partenza credo sia rimandata. nessuno ci avverte di nulla ed io ripenso a due "8 marzo" fa...

ennod elled atsef

il Mezzo che cavalchi
si arresta nella gran piazza,
atterrare e' gia' trattamellare con marco,
cavare i guanticasco e' leccucchiare colori corrosivi.

sibili storie di guai e deliri
due paia di occhi in maschera ti mordono,
azzardi di telefoni trillanti a king's cross
il ballo di dioniso ti invade.

tribalita' ambigua
suoni ossessivi

la repressione monta con la voce nella notte,
l'invito alla paura e' simbolo di sconfitta,
che si riaffermi la magia della mascherina!
per sempre per sempre!